Denunciare il patriarcato, dal 1976 un libro documento

Pagine dedicate a un libro fuori catalogo

CRIMINI CONTRO LE DONNE 

Atti del Tribunale Internazionale 4-8 marzo 1976, Bruxelles

a cura di Diana E.H.Russell e Nicole Van de Ven

traduzione di Nicoletta Gasperini
copertina di Sandra Locatelli Sartori
fotografia di Giovanna Calvenzi
Sonzogno Dossier
Italia – finito di stampare 1977

Prima edizione, Les Femmes Publishing, Milbrae California, 1976

"Crimini contro le donne", copertina edizione italiana 1977
Atti del Tribunale Internazionale 4-8 marzo 1976, Bruxelles
a cura di Diana E.H.Russell e Nicole Van de Ven

Questo libro riesce a farmi sentire parte del movimento femminista, alla fine degli anni ’70 e ora; nel cerchio delle riunioni, come avessi sulla scrivania una lettera del comitato che mi informa del prossimo incontro. Scrivo di loro e mi sento nel noi storico. Durante la lettura mi avviluppa una tensione che riconosco, per la quale non riesco a dirmi estranea, nata dopo, impreparata, anche io sono toccata dagli stessi crimini. Se non riesco a divorare le pagine è perché sono pesanti di sofferenza e mi portano nella zona sconfinata della rimozione che mi fa stare a libro aperto senza procedere, con lo sguardo perso a cercare una via d’uscita.

“Crimini contro le donne” è un testo leale, con pochi filtri, risultato di impegno e tempo sottratti alle altre attività, quelle remunerate, per questo lo definisco un testo passionale anche se somiglia più a un verbale di assemblea. Le organizzatrici descrivono i loro timori e i limiti concreti che hanno incontrato, motivano le decisioni prese, è quasi come essere lì con loro.

L’Assemblea-Tribunale aveva il fine di denunciare le tante forme di sfruttamento che viviamo in quanto donne. “Crimini contro le donne” è il resoconto di questo evento; a tratti disorganico, sicuramente incompleto ma non importa dato che fu organizzato da un gruppo che non aveva mai lavorato insieme, ha coinvolto grandissimi numeri di persone, decine di lingue e dato che il materiale del libro-verbale è stato riordinato da un piccolo gruppo, poi due donne soltanto.

Sul sito ufficiale di Diana E. H. Russell https://www.dianarussell.com/index.html  c’è molto del suo lavoro. Anche questo testo è lì disponibile, in inglese, completo dalla prima all’ultima pagina e in download gratuito http://www.dianarussell.com/f/Crimes_Against_Women_Tribunal.pdf .
Non ho trovato notizie online su Nicole Van de Ven, ma qualcosa su di lei è scritto negli “Atti”.

Qui trovate un compendio del libro, se può interessarvi e non riuscite a recuperarlo.
Buona lettura.

In evidenza

brevi mie, novembre 2019

Da quando ho inserito il mio testo online mi hanno scritto diverse persone per dimostrarmi il loro sostegno, a volte facendo accenno ai propri vissuti, anche se estranee tra di noi lo scambio è stato intenso, in una sola mail il saluto, il riconoscersi e farsi forza (quante “s”!).
Ho scritto a redazioni e gruppi culturali per segnalare l’esistenza di questa mia breve testimonianza. Mi hanno contattata alcune giornaliste, due di queste lavorano in emittenti televisive nazionali. Una mi ha chiesto un appuntamento telefonico tre volte e non ne ha rispettato uno. L’altra non si è fatta più sentire dopo che le ho proposto le mie condizioni per una intervista: per esempio non l’avrei raggiunta a Milano, preferivo sbrigare la cosa per telefono o via mail, avevo chiesto di conoscere le sue domande in anticipo e di attenerci alle stesse durante l’intervista, di norma è così che andrebbe fatto.
Niente, sparite entrambe.

Cos’altro mi è successo?
Che una giornalista, una donna appassionata di poesia e un’altra di critica femminista abbiano dato spazio alla mia vicenda, qui di seguito i link
https://www.letteradonna.it/it/articoli/conversazioni/2018/09/17/revenge-porn/26589/  (purtroppo le redazioni di Lettera43 e LetteraDonna sono state oscurate dalla società editoriale nei primi mesi del 2020, in vista di un nuovo progetto. L’azzeramento dei contenuti nei siti ha riguardato anche tale intervista )
https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2018/12/04/per-una-legge-contro-il-porn-revenge-leraffall/
https://radicalmentelibera.wordpress.com/2019/04/17/revenge-porn-essere-chi-vogliamo/

Una donna che mi conosce di persona e alla quale avevo fatto accenno del libro ha creduto male di poterne parlare con un suo amico uomo, perché lei si fida di lui, così mi ha detto. Non solo gli ha parlato della mia storia, ha svelato la mia identità. Questo dimostra quanto lei non abbia compreso la radice della mia sofferenza. Le ho comunicato il mio sconcerto, insisteva con “tanto lui è una persona intelligente, che paura hai?”, cercava di calmarmi, questo mi indispettiva ancora di più.
Ho incassato anche questo, adesso ho una idea più precisa di quanto ci capiamo io e questa donna.

Mi piacerebbe inserire in questo sito altre mie riflessioni ma proprio non trovo il tempo.

Essere coinvolte nella scorrettezza del revenge porn, il dilemma se affidarsi o no ai funzionari del diritto, il ricovero in psichiatria, tutto questo è stato devastante.
Questa esperienza persiste in maniera sfumata nel mio sguardo, vado a rinforzarla e ad ammorbidirla a seconda delle relazioni che vivo. Non voglio che scompaia, non sarebbe possibile (!) comunque non vorrei, è una parte di ciò che sono, è per me risorsa di interrogativi attraverso i quali indirizzare la mia identità, attuale e futura.
Non è facile per nessuno e cerco di ricordarlo sempre. Non ho avuto una vita più triste degli altri. L’universo interiore di noi tutti è fittissimo di logiche, è un continuo divenire e apprendere, e ammetto che oggi è questo che mi appassiona, sentirmi vivere.
Quindi penso a me, proseguo, uno sguardo dentro e uno fuori, sosto o scappo, indago o lascio stare, e ricomincio.

Che dirvi? Sto bene, vi saluto caramente.

Leraffall